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Egomnia: Il caso

Bene o male, l’importante è che se ne parli…Oscar Wilde

Sulla base di questa famosissima citazione oggi parleremo di uno dei temi più scottanti del web. Il caso Egomnia.

Per chi non ancora non lo conoscesse, Egomnia è un piattaforma web, nata dalla mente di Matteo Achilli che crea un incrocio tra domanda ed offerta di lavoro. A primo acchito potrebbe sembrare una classica piattaforma di ricerca di lavoro, ma tuttavia ha un punto essenziale che la differenzia dalle altre ormai conosciutissime come LinkeIn, Monster, Infojobs ed altre. In particolare Egomnia è stata creata con l’intento di promuovere la meritocrazia nel mondo del lavoro, e per riuscire in questo intento, chiunque si iscriva nella piattaforma, riceverà un punteggio di merito a seconda del suo grado di istruzione e delle sue competenze. Logicamente maggiori saranno le competenze, maggiore sarà la probabilità di essere assunti.

Poco dopo il lancio, la piattaforma, ha subito un enorme crescita, anche se va precisato che si parla di crescita puramente mediatica.

Questa crescita è avvenuta soprattutto grazie ai media, il quale hanno battezzato il CEO Matteo Achilli lo Zuckerberg italiano ( di sicuro non per il fatto che il login di Egomnia è molto simile a quello di Facebook). Questa notizia in poco tempo ha fatto il giro del mondo a tal punto che Matteo è stato contattato da grandi riviste per offrirgli l’opportunità di raccontare la sua storia in un’intervista. Nel 2012 il suo volto appare sulla copertina di Panorama Economy.

Successivamente, sul successo di Egomnia sono stati creati un libro ed un film intitolato “The Startup” uscito da poco nelle sale cinematografiche.

Tutto sembrava rose e fiori, ma di recente Matteo è stato preso di mira da parte di alcuni addetti ai lavori in quanto in tutte le sue interviste ha sovrastimato i numeri in suo possesso valutando la sua azienda addirittura 1 Miliardo di euro.

Ma tralasciando i numeri, in quanto disponibili ovunque ormai in rete, vorrei dare una mia considerazione su tutta questa storia.

Da appassionato di musica, ho sempre pensato che il miglior chitarrista del mondo potrebbe trovarsi in una desolata periferia dell’Africa e non avere ne le opportunità ne le conoscenze strategiche per riuscire ad affermare le sue straordinarie capacità nel mondo, nonostante la sua grandissima volontà. Da questo voglio arrivare dicendo che Egomnia non sarà ad ora una delle migliori aziende del mondo, ma Matteo è riuscito a far parlare di se e della sua azienda creando enorme interesse da parte di tutti. La sua strategia, voluta o no, lo ha portato comunque a raggiungere livelli di awareness incredibili. Tutti conoscono Matteo e tutti conoscono Egomnia. Non sarà forse questo uno dei primi obiettivi di ogni aspirante imprenditore?

Matteo può essere accusato senza ombra di dubbio di troppa spavalderia (perdonabile secondo me dalla giovane età), ma ciò che credo sia importante è il considerare come le critiche ricevute possano far evolvere il suo futuro e quello della sua azienda.

Come dicevo prima ad ora Egomnia non sarà sicuramente una delle migliori aziende, ma dopo queste critiche sarà molto più difficile innestare eventuali figure altamente professionali e spiccare il volo.

Il futuro che vi si prospetta potrebbe non essere dei migliori.( Spero di sbagliarmi )

Vi fidereste voi di attuare un investimento per un’azienda che è stata infangata cosi tanto? Sicuramente no, in quanto avreste paura di una perdita della vostra reputazione ed ancora, vi fidereste mai di un Amministratore che da un falso bilancio? Soprattutto poi se è tutto di dominio pubblico? Questa è la situazione in cui si trovano ora potenziali investitori.

Nessun investistore prenderebbe mai in considerazione di atture una Scale-up di un azienda e un CEO infangato. Credo però che questo sia molto negativo, Egomnia non è la prima azienda che ha commesso un simile errore e non sarà neanche l’ultima.

Per quanto riguarda la polemica sui bassi numeri ricevuti da Egomnia, c’è da dire che alcune aziende per riuscire a spiccare il volo nel mondo hanno bisogno, a volte, anche di 10 anni prima di affermarsi completamente ed avere una grossa fetta sul mercato.

I migliori imprenditori ed investitori guardano nel medio-lungo termine raramente nel breve. A tal proposito consiglio a tutti la lettura del libro “Da 0 a 1” di Peter Thiel cofondatore di Paypal, dove spiega in modo abbastanza completo il fantastico mondo delle Startup.

Concludendo, ciò che credo riguardo tutta questa storia è che tutti ne vogliano parlare per fare views, ma tutti ne parlano male grazie al principio della Riprova Sociale (Clicca per saperne di più).

Io a tal proposito mi discosto da tutte queste critiche.

Da aspirante Startupper e da amante di tutto ciò che riguarda il progresso tecnologico, credo che nonostante l’errore di Matteo ad aumentare il valore dei numeri in suo possesso, esso debba essere aiutato a superare questo intoppo.

In Italia il mondo delle Startup è ancora agli inizi, una bastonata mediatica come quella subita da Egomnia potrebbe rallentare la crescita all’ecosistema e frenare eventuali giovani startuppers pronti a mettersi in gioco.

Ovviamente Matteo è stato uno dei primi a dover subire un attacco simile, ma si sa, chi vuol fare scalpore troverà qualsiasi modo per farlo. Adesso toccherà a Gianluigi Parrotto fondatore di AirGroup, azienda di pale eoliche verticali, accusato addirittura di non avere mai creato la sua azienda.

LASCIATECI CADERE E FALLIRE DA SOLI, SARà IL MERCATO A DECIDERE IL NOSTRO VERO VALORE.

One thought on “Egomnia: Il caso

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