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Batterie dispositivi: Uso corretto e funzionamento.

All’acquisto di uno smartphone chiunque di noi si pone la domanda di quale sia il comportamento corretto da assumere per preservare la durata della batteria stessa. In merito a questo argomento però, vi è una grandissima confusione da parte di chi non è esperto nel campo. Questo perchè si conosce l’esistenza di questi fantastici accumulatori di energia, ma non ne si conoscono i dettagli tecnici.

A tal proposito molti utilizzatori usano vecchi metodi di mantenimento della batteria, ormai desueti, su batterie che hanno una tecnologia completamente differente.

Batteria trapano
Pacco batterie Ni-Cd

In passato erano diffuse batterie al Nickel-Cadmio (Ni-Cd) e Nichel-Metallo Idruro (Ni-Mh), che a differenza di quelle attuali richiedevano, per rendere al meglio, di essere scaricate completamente. Questo perchè questo tipo di batterie soffriva del cosiddetto effetto memoria cioè il dispositivo azzerava il suo stato di carica ogni qual volta veniva collegato ad una stazione di ricarica. Attenzione stato di carica non livello di carica. Infatti appena vi si collegava un caricabatterie, esso ricaricava il dispositivo partendo da un valore immaginario 0, ma in realtà molte volte la carica effettiva dell’accumulatore risultava superiore allo 0 e anche di molto. Ciò portava a 2 conseguenze, la prima che la parte residua di carica, appena collegato il caricabatterie, andava per sempre inutilizzata e la seconda che il dispositivo rischiava un sovraccarico che avrebbe portato la rottura dell’accumulatore sennonchè, in rari casi, l’esplosione. Ragionando si può benissimo comprendere che già dopo pochi cicli di ricarica, la durata della suo funzionamento era nettamente inferioriore al livello di carica effettivo.

Da allora la tecnologia ha avuto un notevole passo in avanti ed oggi il mercato è ormai saturo di batterie agli ioni di litio(Li-Ion).

Al contrario della vecchie batterie, queste non hanno il cosiddetto effetto memoria ed il rischio di essere sovraccaricate è pressochè inesistente, grazie ad un circuito di sicurezza che interrompe il flusso di corrente a batteria completamente carica.

Tutta via, come tutti i beni al mondo, hanno una naturale obsolescenza che porta le batterie a rendere di meno nel tempo. In particolare ciò che influisce maggiormente sulla sua durata, sono i cicli completi di carica.

batteria Li-Ion
Batteria Li-Ion

Lo sviluppo delle batterie è fatto in modo tale che esse non perdano più del 20% della loro capacità effettiva, dopo un numero di cicli di ricarica prefissato dall’azienda. Pochi produttori dichiarano il comportamento dell’accumulatore nel tempo, ma un attenta analisi dei dispositivi in commercio ci fa notare che vi sono 2 traguardi standard, i 500 cicli e i 1000 cicli di ricarica. Di solito i 500 cicli appartengono a dispositivi con batteria rimovibile mentre i 1000 a quelli non rimovibile. Facile capire il perchè.

Nonostante questo, un uso sbagliato delle nostro dispositivo può portare ad una perdita maggiore del 20% su 500 cicli per esempio. Proprio per questo andiamo a vedere i comportamenti da assumere per preservarne la durate.

Partiamo da precisare che queste batterie soffrono molto le tensioni alte e le tensioni basse. Durante un normale uso del nostro dispositivo, utilizziamo una carica che va dal 5%-95% (i valori possono variare leggermente). Questo perchè il 10% restante è bloccato dal produttore per preservare la giusta tensione all’interno dell’accumulatore.

Avete mai notato, ad un nuovo acquisto, che la batteria è sempre a metà carica? Questo perchè la durata massima della batteria si ha dal 15% all’85% (escluse le percentuali di sicurezza che non vediamo). Proprio per questo uno dei consigli che dovreste assolutamente osservare è tenere quanto più possibile il terminale in questo range di valori, senza preoccuparsi delle false credenze che è un male ricaricare spesso il cellulare. Vi ricordo che i cicli di ricarica di cui parlato prima si intendono cicli di ricarica completi: Esempio 2 ricariche del 50%= 1 ricarica completa)

Valori batteria

 

 

Nonostante questo però è buona norma 1 volta al mese, ma non di più, scaricare completamente il dispositivo, anche forzandone il riavvio dopo che esso si sarà spento. Questo perchè la batteria ha bisogno di mantenere attive tutte le parti delle celle al suo interno che altrimenti sarebbero ferme su determinate tensioni che ne aumenterebbero l’obsolescenza.

Altro fattore importante da conoscere riguarda le ricariche rapide. Nonostante la loro utilità non sono un beneficio per la batteria in quanto portano la batteria a tensioni molto superiori rispetto a quelle del suo range di lavoro. Una batteria con tensione di lavoro di 4,2 Volt se caricata con quick charge, sarà caricata con tensioni che vanno dai 9 ai 12 Volt. Non una gran bella cosa. Usate le ricariche rapide solo e dico solo in caso di emergenza.

Un ultimo punto, ma non meno importante, è senza ombra di dubbio la temperatura.

Temperature troppo alte infatti potrebbero usurare maggiormente la batteria e far perdere buona parte della sua capacità di carica. In questo caso un consiglio che vi do è che se disponete di un notebook con batteria rimovibile ed utilizzate il cavo di alimentazione, abbiate cura di rimuovere la batteria magari a carica inferiore dell’80% per preservarne la durata.

Temperature di funzionamento ottimale
Temperature di funzionamento ottimali

La tecnologia fa ogni anno passi da gigante, fra poco tempo avremo tra noi batterie supercapienti e con meno problemi di obsolescenza, penso a batteria al grafene. Tuttavia per ora seguiamo queste poche e semplici regole per far rendere al meglio le nostre Li-Ion.

 

 

 

2 thoughts on “Batterie dispositivi: Uso corretto e funzionamento.

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